Il Governo Monti si appresta ad avviare la riforma del catasto. Lo scopo, almeno per quello che si annuncia, non è quello di aumentare la pressione fiscale sugli immobili, ma di correggere la sperequazione tra i contribuenti.
L’obiettivo del Governo è quello di procedere ad una revisione a saldo zero per le casse dello Stato ma, evidentemente, a saldi diversi per i contribuenti.
Il progetto mira a correggere le sperequazioni che sorgono dall’attuale sistema di estimo che resta troppo distante dal valore di mercato dell’immobile.
Sostanzialmente, scompariranno i moltiplicatori attuali, i vani e le categorie e vi sarà una nuova valutazione del valore in base alla quotazione media di mercato dell’immobile rispetto alla sua piazza di collocamento, in base ai metri quadri ed alla tipologia della costruzione.
Lo stesso appartamento, ad esempio, avrà valutazioni diverse a seconda che si trovi a Bari, Roma o Napoli. Oggi il valore catastale degli immobili, uniforme sull’intero territorio nazionale, è già comunque mediamente inferiore al valore di mercato di 3,7 volte, ma rispetto alla tipicità di alcune città, la differenza supera anche le 10 volte.
In termini di tassazione, quindi, rispetto ad immobili di medesima dimensione e tipologia, accadrà che vi saranno contribuenti che pagheranno di più e chi pagherà meno, per un saldo pari a zero per le casse dello Stato.
Tuttavia, i dubbi che questa riforma non porti ad una maggiore tassazione degli immobili restano consistenti. Seguiremo gli sviluppi.
Nessun commento:
Posta un commento